
A causa della riforma della pubblica istruzione e della reintroduzione del 5 in condotta c’è stata, nell’ultima pagella, una vera e propria pioggia di insufficienze (oltre 34000) nella valutazione del comportamento. Da questi dati si avverte la necessità di una decisa svolta educativa. Avendo appoggiato fin da subito la riforma Gelmini, trovo giusto porre fine ai cosiddetti atti di bullismo punendo sul piano disciplinare gli alunni più scalmanati. Infatti non va dimenticato che uno dei ruoli fondamentali della scuola è quello di educare le nuove generazioni al rispetto delle persone e del mondo circostante. Personalmente ero indignato dagli ultimi fatti di cronaca: atti di violenza ai danni dei più deboli, atti vandalici contro le strutture scolastiche, maleducazione e arroganza. Questi atti non sono più tollerabili anche per poter difendere il diritto di tutti quei ragazzi che vanno a scuola con la voglia di imparare. Purtroppo i dati parlano chiaro… gran parte dei 5 in condotta sono stati assegnati agli alunni del sud. Questo è un chiaro sintomo di come nel meridione il disagio giovanile sia più sentito e più marcato e dove la scuola dovrà agire con maggiore vigore sul piano educativo. In fondo il vecchio detto “ognuno il suo mestiere e agli ignoranti la carriola” continua ad essere attualissimo. Alla prossima riflessione amici.
Il Vostro Arciere, Franco Battafarano.